SAR Cooperation Plan sulle Navi Passeggeri
Non basta sapere chi chiamare in emergenza: il piano di cooperazione con i servizi di ricerca e soccorso va costruito insieme a quei servizi, tenuto aggiornato ed esercitato. La Regola non fissa una cadenza: i dodici mesi vengono dalle linee guida, e sono un tetto massimo con presunzione di conformità, non un obbligo annuale.
Spiegazione operativa
La Regola SOLAS V/7.3 richiede che ogni nave passeggeri soggetta al Capitolo I di SOLAS (in pratica, ogni nave passeggeri impegnata in viaggi internazionali) disponga a bordo di un piano di cooperazione con i servizi di ricerca e soccorso appropriati per l'area in cui opera, da attivare in caso di emergenza.
Il piano non è un documento generico: deve essere sviluppato in cooperazione tra la nave, la Compagnia (come definita da SOLAS IX/1) e i servizi di ricerca e soccorso competenti, secondo le MSC.1/Circ.1079/Rev.1. Deve prevedere esercitazioni periodiche per verificarne l'efficacia, con tipo e tempistica concordati secondo il §9, senza interpretare il §9.3 come divieto di esercitazioni aggiuntive, e deve essere mantenuto aggiornato attraverso il processo di revisione e audit previsto dal Sistema di Gestione della Sicurezza (SMS) richiesto dal Codice ISM.
Riferimento normativo
SOLAS Regulation V/7.3: obbligo di piano di cooperazione con i servizi di ricerca e soccorso per ogni nave passeggeri soggetta al Capitolo I; MSC.1/Circ.1079/Rev.1: linee guida per la preparazione del piano, sviluppato in cooperazione tra nave, Compagnia e servizi SAR; esercitazioni periodiche, la cui cadenza la Regola non fissa: le linee guida precisano che la nave non deve essere tenuta a esercitare il piano più di una volta ogni dodici mesi (§9.3) e che chi ha svolto un'esercitazione negli ultimi dodici mesi è considerato adempiente (§9.6). Sono un tetto e una presunzione di conformità, non un obbligo di frequenza annuale; frequenza e tipo dipendono dall'area operativa e dalle risorse SAR disponibili, e sono ammesse esercitazioni full-scale, di coordinamento o di sole comunicazioni. La partecipazione a un evento SAR reale può essere considerata adempimento del requisito di esercitazione (§9.8), non lo è automaticamente; integrazione nel processo di revisione e audit dell'SMS secondo il Codice ISM.
Il piano presuppone un obbligo che non riguarda le sole navi passeggeri. È la Regola SOLAS V/33, Distress situations: obligations and procedures. Il paragrafo 1 vincola il Comandante di qualunque nave in mare che sia in condizione di prestare assistenza, ricevuta informazione da qualsiasi fonte che vi siano persone in pericolo, «to proceed with all speed to their assistance». Se la nave non può, o se nelle circostanze del caso ciò risulti irragionevole o non necessario, il Comandante annota sul giornale di bordo la ragione del mancato intervento e ne informa il servizio SAR competente. La risoluzione MSC.153(78), in vigore dal 1° luglio 2006, ha aggiunto in coda al paragrafo la frase che ne definisce il perimetro: «This obligation to provide assistance applies regardless of the nationality or status of such persons or the circumstances in which they are found».
Il paragrafo 2 attribuisce al Comandante della nave in pericolo, o al servizio SAR, il diritto di requisire una o più delle navi che hanno risposto, e impone ai Comandanti requisiti di conformarsi. I paragrafi 3 e 4 dicono quando l'obbligo cessa: appreso che la propria nave non è stata requisita e che altre navi sono state requisite e vi stanno ottemperando, oppure informati che l'assistenza non è più necessaria. La decisione del §33.3 va comunicata, se possibile, alle altre navi requisite e al servizio SAR. Per il §33.4 l’informazione che l’assistenza non serve più proviene dalle persone in pericolo, dal servizio SAR o dal Comandante di una nave che le abbia raggiunte. Restano le condizioni e le eccezioni del paragrafo 1.
La stessa MSC.153(78) ha inserito il paragrafo 1-1, che è la disposizione decisiva per chi imbarca naufraghi: i Governi contraenti coordinano e cooperano affinché i Comandanti che hanno prestato assistenza siano liberati dai loro obblighi «with minimum further deviation from the ships' intended voyage», e il Governo responsabile della regione SAR interessata ha la responsabilità primaria di assicurare che i sopravvissuti siano «disembarked from the assisting ship and delivered to a place of safety», as soon as reasonably practicable. E il paragrafo 6, aggiunto dalla stessa risoluzione, è la regola di condotta: «Masters of ships who have embarked persons in distress at sea shall treat them with humanity, within the capabilities and limitations of the ship».
Registrare data, luogo, tipo e partecipanti principali dell’esercitazione e conservarne copia a bordo (§9.9). Usare copie controllate del piano, aggiornate per nave, Compagnia e servizi SAR; prevedere le lingue di lavoro a bordo e l’inglese (§7.5–7.8). Il limite del §9.3 riguarda ciò che si dovrebbe richiedere alla nave, non vieta esercitazioni volontarie aggiuntive. MSC.1/Circ.1079/Rev.1.
Campo di applicazione
Ogni nave passeggeri soggetta a SOLAS Capitolo I, impegnata in viaggi internazionali.
Procedura / Come si compila
- Sviluppare il piano di cooperazione SAR in coordinamento con la Compagnia e i servizi di ricerca e soccorso competenti per l'area operativa della nave, secondo MSC.1/Circ.1079/Rev.1.
- Mantenere il piano aggiornato, con revisione periodica integrata nel ciclo di audit del Sistema di Gestione della Sicurezza (SMS) previsto dal Codice ISM.
- Condurre esercitazioni periodiche per testare l'efficacia del piano. La cadenza non è fissata dalla Regola: le linee guida pongono un tetto — la nave non può essere tenuta a esercitare il piano più di una volta ogni dodici mesi — e una presunzione di conformità per chi l'ha fatto negli ultimi dodici mesi. Frequenza e tipo si scelgono in base all'area operativa e alle risorse SAR disponibili.
- Assicurare che l'equipaggio conosca il contenuto del piano e i propri ruoli in caso di attivazione, non solo la sua esistenza formale a bordo.
- Verificare la coerenza del piano con eventuali cambi di area operativa o di rotta della nave nel tempo.
Esempio pratico
Esempio: una nave che cambia area operativa aggiorna il piano con i servizi SAR competenti e concorda con essi tipo e tempistica dell’esercitazione adeguata. Il limite di dodici mesi del § 9.3 e la presunzione del § 9.6 restano criteri di conformità, non una cadenza annuale autonoma.
Cosa va tipicamente storto
Errori ricorrenti Mistake Library
| Errore | Conseguenza | Come evitarlo |
|---|---|---|
| Piano di cooperazione SAR sviluppato una sola volta e mai più aggiornato nel tempo | Piano non più coerente con l'area operativa reale o i servizi SAR effettivamente disponibili | Integrare la revisione periodica del piano SAR nel ciclo di audit del Sistema di Gestione della Sicurezza |
| Il tetto del §9.3 letto come obbligo di esercitare il piano ogni dodici mesi | Si programma una cadenza che nessuna disposizione impone, e non si programma ciò che serve davvero: un'esercitazione tarata sull'area operativa e sulle risorse SAR effettivamente disponibili. Il §9.3 dice che la nave non può essere tenuta a esercitare il piano più di una volta ogni dodici mesi: è un limite a ciò che le si può chiedere, non una frequenza dovuta | Determinare tipo e tempistica con i servizi SAR in base a piano, area e risorse; applicare il tetto del § 9.3 e la presunzione del § 9.6 senza trasformarli in frequenza annuale |
Cosa controlla il PSCO
Suggerimenti operativi
- Concorda tipo e tempistica delle esercitazioni con i servizi SAR secondo area, piano e risorse disponibili.
- Registra l’esercitazione e applica correttamente il limite del § 9.3 e la presunzione del § 9.6.
- Aggiorna il piano quando cambia significativamente l’area operativa o la rotta.
Checklist di preparazione
Checklist didattica. Questo riepilogo serve allo studio e alla preparazione. Non sostituisce le procedure approvate della nave, i manuali, i documenti statutari, il SMS della Compagnia o i requisiti ufficiali applicabili. Il completamento non dimostra conformità né prontezza a un'ispezione: attesta che si è letta una lista, non che la nave sia a posto. Verificare sempre i documenti aggiornati presenti a bordo.
- Piano di cooperazione SAR sviluppato con la Compagnia e i servizi di ricerca e soccorso competenti
- Piano aggiornato e integrato nel ciclo di revisione/audit del Sistema di Gestione della Sicurezza
- Esercitazione del piano programmata su un criterio dichiarato (area operativa, risorse SAR disponibili), sapendo che il §9.3 è un tetto e il §9.6 una presunzione di conformità, non un obbligo di cadenza
- Equipaggio informato sul contenuto del piano e sui propri ruoli in caso di attivazione
- Coerenza del piano verificata rispetto all'area operativa attuale della nave
FAQ
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