Shore Power e Cold Ironing (Onshore Power Supply)
Come preparare uno scalo con alimentazione elettrica da terra: obblighi AFIR e FuelEU, scadenze, compatibilità nave–banchina ed evidenze da conservare.
Spiegazione operativa
Lo shore power, o OPS (Onshore Power Supply), alimenta dalla rete di terra i servizi elettrici della nave in sosta. Consente di ridurre l’impiego dei generatori di bordo e le relative emissioni locali. Il risultato climatico complessivo dipende anche dalla produzione dell’elettricità: la riduzione delle emissioni in porto non equivale automaticamente a emissioni nulle lungo tutto il ciclo di vita.
AFIR disciplina lo sviluppo dell’infrastruttura portuale; FuelEU disciplina, per le navi interessate, il collegamento e l’utilizzo. La presenza di una presa in porto non prova da sola disponibilità, compatibilità o applicabilità dell’obbligo a un determinato scalo.
Riferimenti e fonti
- FuelEU Maritime — regolamento (UE) 2023/1805: articoli 2, 6, 8, 15–16, 24–25; allegato III
- AFIR — regolamento (UE) 2023/1804, testo consolidato 08/01/2026: articolo 9 e allegato II
- Regolamento di esecuzione (UE) 2024/2027 — verifica dei dati FuelEU
- Regolamento di esecuzione (UE) 2026/394 — accessi e specifiche della banca dati FuelEU, incluse eccezioni OPS e non conformità
- Commissione europea — FAQ FuelEU, sezione articolo 6 (orientamento non vincolante)
Revisione mirata del 15 settembre 2026: precisati autorità competente e gestione della sosta prolungata; aggiunto il riferimento alla banca dati FuelEU (regolamento 2026/394). Le procedure elettriche dipendono dall’impianto approvato e dalle istruzioni applicabili.
Campo di applicazione e scadenze
L’articolo 2 di FuelEU riguarda navi di stazza lorda superiore a 5.000 GT impiegate commercialmente per il trasporto di passeggeri o merci, indipendentemente dalla bandiera, con le esclusioni e condizioni previste dal regolamento. L’obbligo OPS dell’articolo 6 è limitato alle portacontainer e alle navi passeggeri, inclusi i ro-pax. Una nave di esattamente 5.000 GT non supera questa soglia; un ro-ro merci non diventa nave passeggeri per il solo fatto di trasportare veicoli.
| Data / ambito | Indicazione |
|---|---|
| Situazione al 15 settembre 2026 | FuelEU si applica in via generale dal 1° gennaio 2025, ma le scadenze dell’obbligo OPS sotto riportate sono successive. Verificare comunque disposizioni locali, condizioni del terminal e procedure aziendali. |
| Entro il 31 dicembre 2029 — AFIR | Nei porti marittimi TEN-T centrali e globali interessati, infrastruttura per almeno il 90% degli scali delle categorie considerate. La media annua degli ultimi tre anni deve superare 100 scali per portacontainer, 40 per ro-ro passeggeri e unità veloci passeggeri, oppure 25 per le altre navi passeggeri; si considerano navi oltre 5.000 GT. Applicare anche esclusioni dal conteggio e condizioni dell’articolo 9(2)–(3). |
| Dal 1° gennaio 2030 — FuelEU, articolo 6(1) | Nei porti di scalo sotto la giurisdizione di uno Stato membro coperti dall’articolo 9 AFIR, le navi interessate ormeggiate in banchina devono collegarsi e utilizzare OPS per tutta la domanda di potenza elettrica, salve le eccezioni applicabili. |
| 2030–2034 — articolo 6(3) | Uno Stato membro può estendere l’obbligo ad altri porti o loro parti, seguendo la procedura di notifica e pubblicazione prevista. Non presumere che l’estensione sia stata adottata per uno specifico porto. |
| Dal 1° gennaio 2035 — articolo 6(2) | L’obbligo si estende agli altri porti di scalo sotto la giurisdizione di uno Stato membro quando la banchina dispone di OPS disponibile. |
L’ancoraggio va distinto dall’ormeggio in banchina: l’articolo 6(11) consente specifiche estensioni nazionali. Anche le condizioni AFIR per isole e territori non collegati alla rete richiedono una verifica puntuale; non costituiscono un’esenzione generica per tutti i traghetti o tutti i porti insulari.
Per “portacontainer” vale la definizione dell’articolo 3(31): nave destinata esclusivamente al trasporto di container in stiva e in coperta. Un general cargo che trasporta anche container non rientra automaticamente in questa categoria (FAQ della Commissione, 6.2).
Eccezioni: quale motivo documentare
| Riferimento | Motivo | Condizioni da verificare |
|---|---|---|
| 6(5)(a) | Sosta inferiore a due ore | Durata effettiva ricavata dagli orari registrati di arrivo e partenza. Due ore esatte non sono meno di due ore. |
| 6(5)(b) | Tecnologia a emissioni zero | Deve soddisfare l’allegato III e gli atti applicabili, coprendo tutta la domanda elettrica in banchina. La sola presenza di batterie non dimostra che la condizione sia soddisfatta. |
| 6(5)(c) | Scalo non programmato per sicurezza o salvataggio | Circostanze impreviste fuori dal controllo della nave, non sistematiche, diverse dalle soste già escluse dalla definizione di porto di scalo. |
| 6(5)(d) | Punti OPS non disponibili | Documentare la mancata disponibilità e lo scambio con il porto; non basta una valutazione interna della compagnia. |
| 6(5)(e) | Rischio eccezionale per la stabilità della rete | Potenza da terra insufficiente rispetto alla domanda della nave con rischio per la stabilità della rete: non è una generica eccezione per qualsiasi limite di potenza. |
| 6(5)(f) | Incompatibilità nave–terra | L’impianto di bordo deve essere certificato secondo le specifiche dell’allegato II AFIR per i collegamenti nave–terra. Un guasto o l’assenza dell’impianto di bordo non equivalgono automaticamente a questa eccezione. |
| 6(5)(g) | Emergenza o forza maggiore | Produzione a bordo per il periodo limitato necessario, in presenza di rischio immediato per vita, nave o ambiente, oppure forza maggiore. |
| 6(5)(h) | Prove di manutenzione o funzionali | Per il tempo strettamente necessario e restando collegati a OPS; le prove funzionali indicate dalla norma sono richieste dall’autorità competente o dall’organizzazione riconosciuta durante visita o ispezione. |
L’autorità competente dello Stato membro del porto di scalo, o un soggetto debitamente autorizzato, determina e registra l’eccezione nella banca dati FuelEU ai sensi dell’articolo 6(9). Dal 2035, nei porti coperti dall’articolo 9 AFIR, le eccezioni (d), (e) e (f) sono soggette al minore tra il 10% degli scali annui della nave, arrotondato per eccesso, e 10 scali. L’articolo 6(10) esclude dal conteggio lo scalo per cui la compagnia dimostri, sulla base dello scambio preventivo, che non poteva ragionevolmente conoscere l’impossibilità di collegarsi.
Preparazione e gestione dello scalo
- Identificare nave, GT, tipo di servizio, porto, banchina, data e durata prevista. Distinguere l’applicabilità FuelEU dalla copertura infrastrutturale AFIR e dalle regole locali.
- Confermare con il terminal la disponibilità effettiva e comunicare in anticipo intenzione di utilizzare OPS o tecnologia a emissioni zero e potenza prevista, secondo l’articolo 6(8) e le modalità applicabili.
- Verificare con i responsabili tecnici compatibilità, potenza, tensione, frequenza, collegamenti, protezioni e documentazione dell’impianto. Utilizzare le specifiche vigenti richiamate dall’allegato II AFIR, i requisiti applicabili di bandiera/classe e le istruzioni del costruttore.
- Concordare responsabilità nave–terra, comunicazioni, valutazione dei rischi, personale autorizzato e gestione delle emergenze. Collegamento, trasferimento del carico e disconnessione seguono la procedura approvata dell’impianto, non una sequenza elettrica generica.
- Durante la sosta monitorare carico, alimentazione e anomalie. Registrare gli orari effettivi e l’energia ricevuta; se emerge un prolungamento oltre le due ore, riesaminare tempestivamente l’eccezione per sosta breve e richiedere il collegamento OPS se non ricorre un’altra eccezione.
- Alla partenza conservare letture, documenti del fornitore, comunicazioni e motivi di interruzione. Per un’eccezione raccogliere le evidenze del motivo preciso e seguire il processo dell’autorità competente; la registrazione nel giornale di bordo da sola non sostituisce tale processo.
Il preavviso dell’articolo 6(8) va all’autorità competente dello Stato membro del porto di scalo o al soggetto debitamente autorizzato; il solo accordo tecnico con il terminal non lo sostituisce. Il consolidato AFIR dell’8 gennaio 2026, allegato II §§5.1–5.2, richiama IEC/IEEE 80005-1:2019/AMD1:2022 per l’alta tensione e IEC 62613-1:2019 per spine, prese e connettori: verificare il riferimento applicabile all’impianto, senza estendere queste specifiche indistintamente a ogni sistema OPS.
Esempi pratici
Ro-pax nel 2030 — esempio ipotetico
Nave di 30.000 GT, sosta di quattro ore in un porto UE coperto da AFIR, OPS disponibile e compatibile: in assenza di un’eccezione, va utilizzata per tutta la domanda elettrica in banchina. Prima dello scalo si confermano potenza e disponibilità; dopo si conservano orari ed energia ricevuta.
Sosta prevista di 90 minuti, durata effettiva di 135 minuti
La previsione iniziale non basta a mantenere l’eccezione sotto le due ore. Quando emerge il prolungamento oltre le due ore, richiedere il collegamento OPS se non ricorre un’altra eccezione, coordinarsi con il porto e documentare i fatti. Il ritardo non crea da solo una nuova eccezione (FAQ della Commissione, punto 6.5).
Incompatibilità dichiarata dal terminal
Verificare la certificazione dell’impianto di bordo e descrivere l’incompatibilità effettiva. Trasmettere la documentazione per la determinazione dell’autorità ai sensi del 6(9); non autocertificare una generica impossibilità tecnica.
Errori ricorrenti
| Errore | Come evitarlo |
|---|---|
| Confondere AFIR e FuelEU | Separare obbligo infrastrutturale, obbligo della nave e disponibilità della singola banchina. |
| Interpretare il 90% come libertà della nave di saltare il 10% degli scali | Il 90% è un obiettivo infrastrutturale AFIR; non è una franchigia operativa della nave. |
| Citare il 6(3) per le batterie | Usare il 6(5)(b), l’allegato III e gli atti applicabili; verificare la copertura dell’intera domanda elettrica. |
| Equiparare kW e kWh | Registrare separatamente la potenza richiesta e l’energia effettivamente ricevuta. |
| Trattare un prezzo elevato come eccezione | La convenienza economica non è uno dei motivi elencati nel 6(5). |
Verifiche e responsabilità
La compagnia organizza monitoraggio e documentazione; l’autorità competente dello Stato membro del porto di scalo o un soggetto debitamente autorizzato determina le eccezioni, consultando ove opportuno il gestore portuale; il verificatore FuelEU controlla i dati e la coerenza delle evidenze. Il controllo del documento di conformità e gli eventuali accertamenti PSC seguono le disposizioni applicabili: questa scheda non introduce una checklist ispettiva universale. Tenere disponibili piano di monitoraggio, dati OPS, registrazioni pertinenti, certificazioni dell’impianto e procedure di bordo (FuelEU, articoli 8, 15, 16 e 24–25; regolamenti di esecuzione 2024/2027 e 2026/394).
Suggerimenti operativi
- Preparare una scheda di interfaccia per ogni coppia nave–banchina e aggiornarla dopo modifiche o nuove prove, indicando chi ha confermato i dati e quando.
- Stimare la domanda durante le diverse fasi dello scalo: servizi alberghieri, ventilazione e movimentazione possono modificare il carico. Usare i dati reali della nave.
- Concordare un recapito nave–terra e un piano per perdita dell’alimentazione. Conservare la familiarizzazione del personale e le istruzioni accessibili al punto di lavoro.
- Conservare nello stesso fascicolo richiesta preventiva, conferma del porto, orari, misure ed eventuale interruzione: semplifica il riesame tecnico e la verifica dei dati.
- Tenere distinto l’uso volontario prima delle scadenze UE dall’obbligo applicabile allo scalo: anche l’uso volontario richiede compatibilità e procedure sicure.
Checklist di preparazione
- Nave, GT, data, porto e banchina identificati.
- Applicabilità e disposizioni locali verificate.
- Disponibilità, potenza e compatibilità confermate.
- Procedura, personale e comunicazioni pronti.
- Orari ed energia registrabili e riconciliabili.
- Eventuale eccezione motivata con il riferimento preciso.
- Evidenze e responsabilità di trasmissione definite.
Domande frequenti
OPS e cold ironing sono la stessa cosa?
Nel contesto della scheda indicano l’alimentazione elettrica della nave da terra durante la sosta. Non descrivono da soli una particolare tensione o configurazione di impianto.
L’obbligo europeo di collegamento vale già nel 2026?
Le scadenze dell’articolo 6(1)–(2) sono 2030 e 2035. L’applicazione generale di FuelEU dal 2025 non le anticipa; restano da verificare regole locali e condizioni del terminal.
Una nave di esattamente 5.000 GT rientra?
Non nella soglia superiore a 5.000 GT qui considerata. Questo non esclude requisiti derivanti da altre disposizioni.
Qualunque nave oltre 5.000 GT deve usare OPS?
L’articolo 6 riguarda portacontainer e navi passeggeri nel campo di applicazione FuelEU, non indistintamente tutte le tipologie di nave.
Un traghetto a GNL è esente?
L’alimentazione a GNL non costituisce da sola una tecnologia a emissioni zero né un’eccezione all’obbligo OPS.
Le batterie possono sostituire OPS?
Solo quando soddisfano i requisiti applicabili alle tecnologie a emissioni zero e coprono tutta la domanda elettrica in banchina: riferimento 6(5)(b) e allegato III.
Basta annotare che la presa non era disponibile?
L’annotazione è un’evidenza, ma la determinazione e registrazione dell’eccezione spettano all’autorità competente o al soggetto autorizzato ai sensi del 6(9).
Si possono provare i generatori durante il collegamento?
Il 6(5)(h) prevede condizioni specifiche, permanenza del collegamento OPS e durata strettamente necessaria. Non autorizza indiscriminatamente qualsiasi prova o uso ordinario dei generatori.
Il limite di dieci eccezioni vale sempre?
No. Dal 2035, nei porti AFIR, riguarda soltanto (d), (e), (f), con il limite più basso tra dieci e il 10% arrotondato per eccesso e la regola di esclusione dal conteggio del 6(10).
Una rotta verso un Paese extra-UE elimina l’obbligo nel porto UE?
No: la provenienza o destinazione extra-UE non elimina di per sé l’obbligo applicabile alla sosta nel porto UE. La contabilizzazione dell’energia del viaggio è una questione distinta.
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